
LA NOSTRA STORIA · 7 OTTOBRE 2009
DAL TAVOLO DA GIOCO AL CAMPO DA CALCIO
ECCO COME NACQUE IL BLACK 17 ANNI FA
ESPLORA LA NOSTRA STORIA
Diciassette anni raccontati attraverso vittorie, persone, ricordi e numeri.
2009/10 — L'ANNO ZERO
Le origini, il primo campionato e la rivoluzione del Black.
LEGGI IL CAPITOLO2010/112010/11 — LA RIVOLUZIONE. IL PRIMO SCUDETTO
Dalla rivoluzione estiva alla conquista del primo scudetto.
LEGGI IL CAPITOLO20112011 — IL SECONDO TITOLO
Dopo la Winter Cup, il Black Jack conquista anche la Summer Cup. Gaetano Costanzo chiude da capocannoniere con 28 gol e firma una doppietta nel 3-1 al Magnisi che vale il secondo campionato della storia del club.
LEGGI IL CAPITOLO2011–20212011–2021 — QUANDO IL BLACK DIVENTÒ PIÙ GRANDE DELLA SQUADRA
Dieci anni in cui il Black Jack smise di essere soltanto una squadra e costruì un mondo di tornei, giornali, video, figurine e persone.
LEGGI IL CAPITOLO2024/252024/25 — IL RITORNO
Dopo due anni di silenzio, il Black ricomincia da dove tutto era nato: dalle persone.
LEGGI IL CAPITOLO2025/262025/26 — IL TERZO SCUDETTO
Quindici anni dopo l'ultimo titolo, il Black torna campione. Il Project di Saverio Traversa conquista l'Elite Super League e porta il terzo scudetto nella storia biancorossa.
LEGGI IL CAPITOLO2026LA RIVOLUZIONE
LEGGI IL CAPITOLO01TROFEI
Le vittorie e i traguardi che hanno segnato la storia del Black.
SCOPRI I TROFEI →02COMPLEANNI
Le feste, le persone e i momenti che raccontano la famiglia Black.
RIVIVI I COMPLEANNI →03RECORD
Numeri, primati e protagonisti di diciassette anni di Black.
SCOPRI I RECORD →Un tavolo, una Peroni ghiacciata, qualche sigaro sparso qua e là e le risate di un gruppo di amici.
È così che tutto è cominciato.
Nessun progetto ambizioso, nessun piano strategico. Soltanto la voglia di stare insieme e godersi quelle serate nel seminterrato di casa Sifanno.
Era il 7 ottobre 2009 e quel tavolo, diventato negli anni quasi mitico nei racconti biancorossi, fu in qualche modo il primo terreno di gioco del Black.
Attorno a quel tavolo c'erano Simone Sifanno, oggi vicepresidente, Giosè Monno, presidente e fondatore, Alessandro Cozzoli e Saverio Traversa. Le carte scorrevano tra battute, risate e sogni pronunciati a voce alta.
A un certo punto nacque un'idea: creare una squadra di calcio.
Quello che sembrava soltanto un altro modo per continuare a stare insieme avrebbe finito per accompagnare le loro vite molto più a lungo di quanto potessero immaginare.
Diciassette anni dopo, il Black non riguarda più soltanto quei ragazzi. Attorno alla squadra sono cresciute amicizie, famiglie e nuove generazioni. Mogli, figli, amici e qualche tifoso incontrato lungo la strada sono diventati parte di un mondo che nel 2009 semplicemente non esisteva.
Il nome nacque dal gioco attorno al quale si ritrovavano.
Ma il vero gioco sarebbe presto diventato un altro.
NO AL GIOCO DI CARTE.
SÌ AL GIOCO DEL CALCIO.
QUANDO IL BLACK DIVENTÒ MOLTO PIÙ DI UNA SQUADRA
Il Black non rimase a lungo soltanto la squadra nata nel seminterrato di casa Sifanno.
Attorno a quelle maglie cominciò a svilupparsi qualcosa di molto più grande. Arrivarono i tornei, nuove squadre, rivalità, amicizie e centinaia di ragazzi che, stagione dopo stagione, passarono dalle competizioni organizzate dal Black.
Nel momento di maggiore espansione, i tornei arrivarono a coinvolgere fino a 35 squadre, diventando una realtà molto conosciuta nel panorama del calcio amatoriale barese.
Ma c'era un elemento che distingueva quell'esperienza.
Le partite non finivano al triplice fischio.
Giosè Monno cominciò a raccontarle. Nacquero articoli, interviste, pagelle, video delle gare, fotografie e persino figurine dedicate ai protagonisti.
Quando i social network non avevano ancora il peso che hanno oggi e la comunicazione nel calcio amatoriale era molto diversa, attorno ai tornei del Black si cercava già di costruire un racconto.
Una partita tra amici poteva avere la propria cronaca, un protagonista, un'intervista, un video e una settimana di discussioni.
Quell'idea di comunicazione sarebbe diventata negli anni sempre più comune nel calcio amatoriale barese.
Secondo le testimonianze raccolte dal club, anche organizzatori di realtà nate successivamente, come One Soccer e NXT, non hanno nascosto di aver osservato e preso ispirazione da alcuni aspetti di quell'esperienza.

DAL TORNEO ALLA CITTÀ
A un certo punto anche organizzare tornei non bastò più.
Il calcio diventò uno strumento per provare a fare qualcosa che andasse oltre il risultato di una partita.
Tra le iniziative che hanno segnato questa parte della storia c'è “O Bevi o Guidi”, organizzata da Giosè Monno e Davide Abrescia.
Il progetto arrivò fino allo stadio San Nicola, dove si svolse la conferenza stampa e dove venne realizzato uno spot con la partecipazione di Ciccio Caputo e Giovanni Loseto.
Per una realtà nata pochi anni prima attorno a un tavolo, entrare al San Nicola con un proprio progetto rappresentò uno dei momenti simbolicamente più importanti di quel percorso.


BARI X AURORA E UN GOL CONTRO L'ALZHEIMER
La stessa idea tornò in altre iniziative.
“Bari x Aurora” riuscì a coinvolgere e commuovere una parte importante della città, mentre con “Un gol contro l'Alzheimer” il calcio diventò ancora una volta uno strumento di sensibilizzazione.
Sul campo scesero anche protagonisti della storia del calcio biancorosso.
Nel corso delle diverse iniziative promosse o organizzate in quegli anni furono coinvolti nomi come Igor Protti, Sandro Tovalieri, Giovanni Loseto, Antonio Di Gennaro, Edy Bivi e altri protagonisti legati alla storia del Bari.

9 NOVEMBRE 2009 · IL DERBY
REAL DREAM, LA PARTITA DELL'ANNO
Prima dei titoli, delle iniziative e dei grandi tornei, il Black aveva già trovato la sua partita.
Quella contro il Real Dream non era una gara come le altre.
Era il derby.
La partita che si aspettava per settimane, quella capace di trasformare una normale serata di calcio amatoriale nell'appuntamento dell'anno.
Il 9 novembre 2009, appena un mese dopo la nascita del Black, arrivò uno dei primi capitoli destinati a entrare negli archivi biancorossi.
BLACK – REAL DREAM 4-2.
Una doppietta di Giosè Monno e una rete di Simone Sifanno contribuirono alla vittoria in una serata rimasta nella memoria come una delle più belle della prima stagione.
Quel risultato aveva un valore che andava oltre la classifica. Il Black esisteva da poche settimane, ma cominciava già ad avere una propria identità, una rivalità e delle partite da ricordare.
La prima stagione, però, avrebbe insegnato presto anche l'altra faccia del calcio.
L'annata terminò nel modo peggiore, con la sconfitta ai playout contro la Selecao.
Dal derby vinto alla paura di retrocedere nel giro di pochi mesi.
Forse fu proprio allora che il Black cominciò a capire che una storia non si costruisce soltanto con le serate belle.
LA NOTTE DEL PRIMO SCUDETTO
Era sera. Il freddo tagliava il Green Park e le luci artificiali disegnavano ombre lunghe sull'erba del campo a sette numero 2.
Il Black si preparava a vivere una delle notti più importanti della propria storia.
La partita sembrava complicata ancora prima di cominciare. L'indisponibilità iniziale del Real Costa aveva fatto temere che non si potesse nemmeno giocare.
Alla fine gli avversari si presentarono.
Da quel momento cominciò la storia.
Il Black vinse 5-2.
La tensione durò 19 minuti, il tempo necessario a Roberto Laguaragnella per battere il portiere avversario e correre ad abbracciare la panchina.
Quel gol liberò una squadra che soltanto un anno prima aveva dovuto lottare nei playout.
Arrivarono poi le reti di Luca Pastoressa e ancora Laguaragnella, in una serata nella quale l'attacco biancorosso diventò protagonista.
Con una giornata d'anticipo il Black era campione.
Era il primo titolo della storia biancorossa.
E significava anche sorpassare, nel conto dei campionati conquistati, l'eterna rivale Real Dream.
In campo c'era anche Giosè Monno, presidente e capitano, tornato dopo quattro mesi di stop per un grave infortunio al ginocchio.
Con lui c'erano alcuni uomini che, a distanza di anni, sarebbero rimasti legati alla storia del Black: Saverio Traversa, Luca Pastoressa e un giovanissimo Simone Sifanno.
C'era anche Alessandro Cozzoli, secondo portiere di quella stagione e oggi allenatore del Black.
La formazione di quella notte racconta un'epoca:
Guarini tra i pali. Sifanno a destra. Forcelli centrale. Iurlo a sinistra. Edi Milella a centrocampo. Laguaragnella e Pastoressa in attacco.
Dalla panchina entrarono Monno, Gino Sifanno e Roberto Soriente.
Sugli spalti c'era anche un quattordicenne Stefano Tataranni, nipote di Monno, oggi vicepresidente e autore dell'inno “Noi siamo ancora qua”.
Al triplice fischio esplose la festa.
La notte continuò al “Rustico”, storica pizzeria nel cuore di Bari ed ex quartier generale del gruppo biancorosso.
Abbracci, cori e quella sensazione che soltanto pochi mesi prima sarebbe sembrata impossibile.
Il Black era campione.
Per la prima volta.
IO C'ERO.
IL BLACK IMPARA A VINCERE
Il primo scudetto non rimase un episodio isolato. Il Black conquistò due campionati consecutivi, trasformando la gioia del 21 gennaio 2011 nell'inizio di un periodo vincente.
Da squadra nata quasi per gioco, il Black aveva imparato a competere e a vincere. Quei due titoli sarebbero rimasti tra i riferimenti della sua storia.
FERMARSI. E POI RICOMINCIARE.
Nessuna storia lunga diciassette anni procede in linea retta.
Sono cambiati giocatori, campi, abitudini e vite.
Il Black ha attraversato stagioni bellissime, sconfitte, vittorie, addii e nuovi inizi.
Poi è arrivata anche una pausa.
Per due anni la squadra è rimasta lontana dai campi.
Nel 2024 il Black è rinato.
Tra coloro che contribuirono alla rifondazione c'era anche Stefano Tataranni: nel 2009 era il ragazzo che seguiva quella squadra da fuori della recinzione del Green Park; quindici anni dopo contribuiva a riportarla in campo.
La rifondazione non aveva l'obiettivo di cancellare ciò che c'era stato.
Al contrario.
Serviva a permettere a quella storia di continuare.
IL TERZO SCUDETTO
Quindici anni dopo l'ultimo titolo, il Black torna campione. Il Project di Saverio Traversa conquista l'Elite Super League e porta il terzo scudetto nella storia biancorossa.
LA MAGLIA DEL BLACK AL SINDACO DI BARI

L'8 settembre 2026 un'altra fotografia è entrata negli archivi del Black.
Il presidente Giosè Monno ha incontrato il sindaco di Bari, Vito Leccese, consegnandogli una maglia del club.
Una scena semplice, ma dal forte valore simbolico per chi conosce il punto da cui questa storia era partita.
Diciassette anni prima c'erano quattro amici attorno a un tavolo in un seminterrato.
Nel 2026 quella maglia è arrivata a Palazzo di Città, nelle mani del primo cittadino di Bari.
Non significa trasformare una squadra amatoriale in qualcosa che non è.
Significa semplicemente custodire un'altra tappa della sua storia e del rapporto con la città nella quale tutto è nato.
NOI SIAMO ANCORA QUA
Diciassette anni separano quelle immagini.
Sono cambiati i volti, le maglie, i campi e perfino il modo di raccontare una partita.
Quello che nel 2009 era un gruppo di amici è diventato nel tempo qualcosa capace di coinvolgere generazioni diverse.
Ci sono figli che seguono le partite, mogli e compagne presenti a bordo campo, amici che continuano a ritrovarsi e ragazzi che oggi indossano una maglia che esisteva già quando loro erano bambini.
Qualcuno è andato via. Qualcuno è tornato. Qualcuno non ha mai smesso di esserci.
Il Black, invece, è ancora qua.

DAL BLACK AL GIORNALISMO
C'è un'altra storia che corre parallelamente a quella del Black.
È quella di Giosè Monno.
Quando nel 2009 nacque la squadra, Monno non si limitò a giocare e organizzare. Cominciò anche a raccontare.
Scriveva delle partite, costruiva articoli, realizzava interviste e cercava un modo per trasformare ciò che accadeva su un campo amatoriale in qualcosa che valesse la pena leggere e ricordare.
Proprio in quegli anni la passione per la scrittura e per il racconto sportivo cominciò a diventare qualcosa di più.
Da quel laboratorio quasi inconsapevole sarebbe cresciuto un percorso nel giornalismo sportivo.
Negli anni Monno ha seguito le vicende della SSC Bari, collaborando con realtà dell'informazione sportiva e locale tra cui TuttoBari e Telebari, oltre a esperienze radiofoniche e televisive.
Interviste, post-partita, conferenze stampa e racconto quotidiano del calcio barese sono diventati parte della sua attività.
Monno continua a definirsi un “umile cronista di strada”.
E forse il punto di partenza di quella strada si può ritrovare proprio qui: nei primi articoli scritti per raccontare le partite degli amici.
Il Black, quindi, non è semplicemente una squadra fondata da un giornalista.
È anche una delle esperienze attraverso cui quel giornalista ha cominciato a raccontare lo sport.


DAL 7 OTTOBRE 2009.