BLACK JACK 09 · ARCHIVIO STORICO
2025/26IL TERZO SCUDETTO
Dopo il ritorno del Black Jack sui campi, arrivato nel 2024 dopo due anni di silenzio, il club aveva avuto bisogno di tempo per ritrovare una propria dimensione. La prima stagione era stata soprattutto quella della ricostruzione: tornare a giocare, rimettere insieme persone che avevano fatto parte della storia biancorossa e capire quale potesse essere il nuovo volto del Black.
La stagione successiva, però, non aveva dato le risposte che il club cercava. Il Black aveva chiuso al quinto posto ed era uscito ai quarti di finale. Era una squadra nella quale erano arrivati diversi giocatori, anche importanti, con alcune cessioni che avevano modificato profondamente il gruppo. Tra gli arrivi c'erano Marchitelli, che aveva affrontato il Black da avversario nella finale contro il Real Macid, Vincenzo Cacucciolo, proveniente dai Gabbiani, Mirko Milella e Luigi Armiento.
Ma quella non era stata l'unica strada percorsa dal club.
Il Black si era addirittura sdoppiato, affrontando due competizioni contemporaneamente. Da una parte c'era la squadra impegnata nel torneo principale, dall'altra nasceva il Black Project, inserito nell'NXT. Per il Project erano stati scelti giocatori importanti per la categoria, alcuni dei quali con un passato anche in Serie D: Michele Gagliardi, Simone Delle Foglie, Cristian Correnti e Vito Colaianni erano soltanto alcuni dei nomi di una formazione costruita con ambizioni importanti.
Il girone era stato vinto. Quattro squadre, andata e ritorno, e il Black Project aveva chiuso davanti a tutti.
Poi, però, ai quarti era arrivato il Ghetto.
Quel 5-1 aveva lasciato qualcosa più di una semplice eliminazione. Perché quella squadra aveva qualità, aveva nomi e aveva vinto il proprio girone, ma non aveva ancora trovato un'anima. Era una squadra che sembrava avere tutto sulla carta e molto meno quando bisognava trasformare quei nomi in un gruppo.
Fu proprio da quella sensazione che nacque la rivoluzione dell'estate 2025.
Non era soddisfatto Giosè Monno. E fu lui a dare il via al cambiamento.
IL 18 LUGLIO E IL PASSAGGIO DELLA FASCIA
Prima ancora che il nuovo Project prendesse forma, il 18 luglio arrivò un momento destinato a diventare simbolico.
Saverio Traversa decise di ritirarsi dal calcio giocato. Per anni era stato il capitano del Black e, nel momento in cui appese le scarpe al chiodo, consegnò simbolicamente la fascia a Stefano Tataranni.
Era un passaggio quasi naturale. Tataranni era uno degli uomini che più avevano contribuito alla rinascita del club e sembrava il destinatario naturale di quella fascia.
Ma Stefano scelse di fare un passo di lato.
Per rispetto degli equilibri del gruppo, decise di affidare la fascia a Giuseppe De Chirico. Lui e Saverio Micunco sarebbero rimasti vicecapitani.
In quel momento nessuno poteva sapere che quella fascia avrebbe seguito un percorso particolare. Traversa non avrebbe semplicemente smesso di giocare: qualche settimana più tardi sarebbe diventato l'allenatore del Black Project. E quella squadra, otto mesi dopo, avrebbe conquistato il terzo scudetto della storia del club.

DUE BLACK, DUE STRADE
La rivoluzione dell'estate porta ancora una volta il Black a presentarsi con due squadre.
Una viene affidata ad Alessandro Cozzoli e partecipa al torneo “Il Calcio che ci Piace”. L'altra è il nuovo Black Project, quello che il club decide di affidare a Saverio Traversa per affrontare l'Elite Super League.
La squadra di Cozzoli avrà comunque una propria storia. Parte fortissimo, stabilisce un record di cinque vittorie consecutive, chiude al terzo posto e perde la semifinale contro l'Afragolese. È una formazione nella quale vengono inseriti molti degli uomini che dal 2024 si erano legati al nuovo corso del club: da Martino a Micunco, da Colella a Tataranni, con l'inserimento di Marco Sisto, Cristian Correnti, Simone Delle Foglie e Vincenzo Cacucciolo provenienti anche dalla precedente esperienza del Project. Alcuni di loro finiranno per giocare in entrambe le squadre, in due competizioni diverse.
Ma il racconto di quella stagione, quello destinato a rimanere nella storia del Black, è quello del Project.
È lì che il club prova a trasformare una squadra di nomi in una squadra vera.
IL 30 SETTEMBRE: QUATTRO GOL SOTTO E UNA RIMONTA CHE DICE GIÀ TUTTO
Il debutto arriva il 30 settembre contro gli Ingiocabili.
La partita sembra prendere immediatamente la strada sbagliata. Il Black va sotto di quattro gol e, mentre cerca di rimettere in piedi una gara che sembra compromessa, arriva anche l'infortunio di Vito Colella.
Cacucciolo non era stato convocato. Era al campo in abiti civili.
Eppure sarà proprio lui a entrare.
Da quel momento qualcosa cambia.
Il Black comincia a risalire, Luca Pastoressa segna due rigori e Cristian Correnti mette a segno una doppietta. Una partita che sembrava ormai persa si trasforma in una rimonta e termina 6-6.
Non è ancora la squadra che diventerà campione. Ma quella sera, dentro una partita completamente folle, cominciano a comparire alcuni dei protagonisti della stagione.
IL PRIMO SCHIAFFO: L'OLDHAM
Il problema è che il campionato non concede tempo.
Il 6 ottobre arriva l'Oldham.
Il Black parte bene, trova anche le reti di Marco Sisto e Luigi Marchitelli, ma nella seconda parte della gara perde progressivamente il controllo. L'Oldham prende campo, approfitta della confusione biancorossa e ribalta tutto.
Finisce 4-2.
È una sconfitta che pesa perché non è soltanto il risultato a preoccupare. Il Black appare nervoso, confuso, quasi incapace di riconoscersi. Quella sera sembra ancora una squadra che deve capire cosa vuole essere.
Ma è proprio da lì che comincia la trasformazione.

IL PROJECT COMINCIA A TROVARE LA SUA STRADA
Il 14 ottobre arriva il Real Chiun.
Dopo 155 giorni di digiuno, il Project finalmente si sblocca. Il 5-1 è la prima vera risposta della stagione. Correnti, Pastoressa e Cacucciolo trascinano i biancorossi al primo successo e restituiscono alla squadra qualcosa che nelle prime giornate era mancato: fiducia.
Il Black comincia a cambiare.
Il 28 ottobre arriva lo Scarsenal. È una partita combattuta, ma il Project riesce a portarla a casa 5-4. Ancora una volta Correnti e Pastoressa sono al centro della scena.
Quella partita avrà poi un seguito particolare nel girone di ritorno, quando lo Scarsenal verrà escluso dal campionato e il Black otterrà la vittoria a tavolino.
Ma in quel momento conta soprattutto una cosa: il Project sta risalendo.

EAGLES, NEW TEAM E LA CORSA COMINCIA
Il 4 novembre arrivano gli Eagles.
Il Black va sotto di due gol e sembra dover affrontare un'altra serata complicata. Ma stavolta la squadra reagisce nel momento decisivo. Pastoressa e Correnti prendono in mano la partita e il Black completa la rimonta.
Finisce 3-2.
Tra i pali c'è Domenico Lorusso, protagonista di una prestazione importante.
Il 12 novembre arriva la New Team.
È una partita che il Black deve vincere e che riesce a portare a casa 2-1. Il protagonista assoluto è Luca Pastoressa, autore di una doppietta d'autore con la maglia numero 10.
È anche una serata particolare per il gruppo: arrivano gli esordi di Christian Novelli e di Vincenzo Cacucciolo, che in quella fase ricopre anche il ruolo di vice allenatore dopo l'infortunio rimediato con il Macedonia nell'altro torneo di Cozzoli.
E poi c'è Alex Martino, ancora una volta protagonista.
La vittoria diventa ancora più pesante guardando la classifica. Il Quality viene fermato dalla Breda e il Black si porta a soli tre punti dalla vetta.
La rincorsa è cominciata davvero.
CORRENTI INVENTA, MARTINO PARA L'IMPOSSIBILE
Il 18 novembre il Black affronta la Breda di Davide Vernone al Bari Sporting Club.
È una delle partite che spiegano meglio la trasformazione del Project.
Il risultato è largo: 6-2.
Ma più del punteggio colpisce il modo in cui arriva. Il collettivo comincia a funzionare e, contemporaneamente, emergono prestazioni individuali capaci di indirizzare la gara in ogni momento.
Correnti inventa, Martino para l'impossibile: Breda travolto al Bari Sporting Club.
Davide Vernone, quella sera avversario del Black, qualche tempo dopo diventerà a sua volta un giocatore della squadra biancorossa.
Il Project ormai ha trovato i propri punti di riferimento.
Correnti costruisce, Pastoressa finalizza. I due iniziano a cercarsi con una continuità che va oltre la semplice intesa tecnica.
Il 25 novembre arriva un altro risultato importante: il Black batte il Quality 5-1.
La squadra non è più quella delle prime giornate.
E adesso davanti c'è l'Oldham.



LA RIVINCITA CON L'OLDHAM
Il 18 dicembre il Black affronta nuovamente l'Oldham.
Quella che all'andata era stata una squadra capace di mettere a nudo tutte le difficoltà del Project diventa questa volta l'avversario contro cui il Black dimostra di essere cambiato.
Il risultato è netto: 5-1.
Il Black si prende la rivincita e soprattutto conquista la vetta della classifica.
Quella partita diventerà fondamentale anche a distanza di mesi.
Il Black ha perso 4-2 all'andata, ma ora ha risposto con un 5-1. Nessuno può ancora saperlo, ma proprio quel confronto diretto finirà per decidere il campionato.
Il 28 gennaio il Project supera anche il Real Chiun per 4-2.
La squadra continua a correre.
GLI INGIIOCABILI E LA COPPIA CHE CAMBIA LA PARTITA
Il 9 dicembre, nel frattempo, era arrivata una delle vittorie più spettacolari della stagione.
Il Black travolge gli Ingiocabili 10-5 allo Sporting Club di Loseto.
La ripresa ricomincia con il gol di Luigi Marchitelli, ma dopo il 5-3 delle Aquile cambia completamente la partita.
Correnti e Pastoressa iniziano a dialogare quasi a memoria. Si cercano, si trovano e spaccano in due la difesa avversaria.
Pastoressa mette a segno altre quattro reti.
Correnti aggiunge gol, assist e una qualità tecnica che rende la loro intesa sempre più difficile da contenere.
È una vittoria che conferma la crescita del Project e prepara la squadra alle partite che contano davvero.
LA SERATA CHE RIAPRE TUTTO
Poi arriva l'11 febbraio.
Gli Eagles tornano sulla strada del Black e questa volta la storia è completamente diversa.
Cristian Correnti è assente. La partita si trasforma presto in una battaglia nervosa. Marchitelli e Micunco vengono espulsi e il Project perde progressivamente equilibrio.
Gli Eagles vincono 4-3.
La sconfitta arriva nel momento peggiore possibile.
A tre giornate dalla fine il Black perde la vetta.
Ma il campionato non è ancora perso.
Anzi, proprio in quel momento la situazione diventa molto semplice.
Il Black deve vincere tutte e tre le partite rimaste.
Non deve segnare un certo numero di gol. Non deve inseguire una differenza reti particolare.
Deve semplicemente vincere.
Perché il 5-1 contro l'Oldham nel girone di ritorno ha ribaltato il confronto diretto dopo il 4-2 dell'andata.
In caso di arrivo a pari punti, il Black sarebbe campione.
Il margine d'errore, però, è terminato.

LA RISPOSTA CONTRO LA NEW TEAM
La prima delle tre partite decisive è contro la New Team.
Il Black avrebbe potuto ottenere la vittoria a tavolino, ma la società sceglie la via del campo. Concede alla New Team la possibilità di cambiare giorno e persino di inserire un giocatore non iscritto pur di disputare regolarmente la gara.
Gli avversari giocano comunque in inferiorità numerica per oltre venti minuti.
Il Black parte fortissimo.
Dopo appena un quarto d'ora è già avanti 5-1.
Alla fine sarà 13-2.
Pastoressa, Correnti ed Enrico Strambella sono i protagonisti di una serata nella quale il Project dimostra di non aver accusato il contraccolpo della sconfitta contro gli Eagles.
Da segnalare anche il ritorno di Simone Delle Foglie.
Il Black torna capolista.
Ma restano ancora due partite.
BREDA: UNA VITTORIA CHE VALE UN PEZZO DI SCUDETTO
Il 24 febbraio c'è la Breda.
È la penultima giornata.
La squadra sa perfettamente cosa c'è in palio. Una vittoria significa arrivare all'ultima giornata con la possibilità di chiudere il campionato vincendo semplicemente la propria partita.
Il Black non sbaglia.
Finisce 5-2.
È una vittoria pesante, costruita ancora una volta sulla qualità di Correnti e Pastoressa e sulla capacità del gruppo di rimanere dentro la partita senza lasciarsi trascinare dalla pressione.
Ora manca una sola gara.
Il Quality.
Una sola vittoria separa il Black dal terzo scudetto.

1° MARZO 2026: IL BLACK TORNA CAMPIONE
Il 1° marzo 2026, al Bari Sporting Club di Loseto, il Black Project arriva all'ultima giornata dell'Elite Super League.
Di fronte c'è il Quality.
Il Black sa perfettamente cosa deve fare.
Vincere.
Non serve altro.
La partita si chiude 6-3.
Il Black Jack 09 è campione dell'Elite Super League.
Il terzo scudetto della storia del club è realtà.
Black e Oldham finiscono a pari punti. Ma il titolo va al Black grazie al confronto diretto: 4-2 per l'Oldham all'andata, 5-1 per il Black al ritorno.
La corsa iniziata con un 6-6 rocambolesco e passata attraverso sconfitte, rimonte, sorpassi e una vetta persa a tre giornate dalla fine si conclude nel modo più importante.
Il Black torna campione quindici anni dopo.
E lo fa con una squadra che, rispetto al primo Project, ha trovato quello che allora mancava: non soltanto nomi, ma un gruppo.




GLI UOMINI DEL TERZO SCUDETTO
Tra i pali ci sono Alex Martino e Domenico Lorusso.
La linea difensiva comprende Christian Novelli, Vito Colella, Stefano Tataranni, Vincenzo Cacucciolo, Saverio Micunco, Enrico Strambella, Simone Delle Foglie, Michele Di Munno e Antonio Naselli.
A centrocampo ci sono Giuseppe De Chirico, Cristian Correnti e Marco Sisto.
Davanti Luca Pastoressa e Luigi Marchitelli.
In panchina, l'uomo che aveva iniziato quella stagione in modo completamente diverso: Saverio Traversa.
A fine campionato arrivano anche due riconoscimenti individuali importanti. Cristian Correnti è il miglior giocatore del campionato, mentre Luca Pastoressa è il capocannoniere.

DA UNA FASCIA A UNO SCUDETTO
E poi c'è quella fotografia del 18 luglio.
Traversa che si ritira e consegna simbolicamente la fascia a Tataranni.
Otto mesi più tardi, lo stesso Traversa non è più dentro il campo da giocatore. È in panchina. È diventato l'allenatore del Project. Dall'altra parte c'è ancora Tataranni, uno degli uomini che avevano contribuito a rimettere in piedi il Black.
Il 1° marzo sono entrambi dentro quella festa.
Ma quella festa non è soltanto per una partita vinta.
È per tutto quello che è successo prima.
Per il Black che aveva smesso di giocare. Per il ritorno nel 2024. Per le squadre ricostruite, per i progetti che non avevano funzionato, per quel primo Project pieno di nomi ma eliminato dal Ghetto. Per una nuova squadra che era partita con un pareggio rocambolesco e una sconfitta contro l'Oldham, che poi aveva imparato a vincere, aveva conquistato la vetta, l'aveva persa a tre giornate dalla fine e se l'era ripresa quando ormai non c'era più margine per sbagliare.
Quindici anni dopo l'ultimo scudetto, il Black Jack 09 è di nuovo campione.
2010. 2011. 2026.
Sono passati quindici anni. Il club è cambiato, sono cambiate le persone, sono cambiate le squadre e sono cambiate le competizioni. Ma quella maglia biancorossa è ancora lì.
E quella sera, dopo tutto quello che il Black ha attraversato per tornare fin lassù, non c'era più niente da spiegare. C'era soltanto da festeggiare.
Il terzo scudetto è del Black.
