CAPITOLO 02 · STAGIONE 2010/11
2010/11LA RIVOLUZIONE.
IL PRIMO SCUDETTO
Dalle macerie dell'Anno Zero alla prima grande vittoria della storia. Il Black cambia uomini, maglie e mentalità, accoglie il blocco vincente dei Geomedianet e in pochi mesi diventa campione. Il 20 gennaio 2011, contro il Real Costa, arriva lo scudetto numero uno.
ARCHIVIO STAGIONE 2010/11
Il 2009/10 era finito con una certezza: così non si poteva continuare.
Il primo Black Jack aveva vissuto un anno complicato, fatto di entusiasmo, esperimenti, cambi in panchina e sconfitte pesanti. Alla fine della stagione di quella squadra era rimasto pochissimo.
La rivoluzione, invece, era appena cominciata.
QUASI TUTTO DA RIFARE
Nell'estate del 2010 il Black cambia pelle.
Del gruppo precedente restano Giosè Monno, Simone Sifanno e Gino Sifanno, quest'ultimo arrivato già durante la gestione De Rosa dal Real Dream. Alessandro Cozzoli, anche lui tra i ragazzi del vecchio Black, viene invece ceduto in prestito ai Reds per fare esperienza.
La svolta nasce dall'incontro tra Monno e Nico Laguagnella.
Tra i due si era creato un rapporto di rispetto reciproco. Dall'altra parte c'era un gruppo, quello dei Geomedianet, che aveva già conosciuto il sapore della vittoria e aveva voglia di intraprendere una nuova esperienza.
È da quell'incontro che nasce il nuovo Black.
Arrivano Nico Laguagnella, Roberto Laguagnella, Gianni Forcelli, Gaetano Iurlo, Marco Guarini ed Edy Milella. Un blocco abituato a competere e, soprattutto, abituato a vincere.
A loro si aggiungono Saverio Traversa, Luca Pastoressa e Roberto Soriente. Quest'ultimo rappresenta anche un ponte con la preistoria del club: aveva infatti fatto parte degli Sfusi, la squadra dalla quale, prima ancora del 2009, sarebbe germogliata l'idea del Black.
Soriente porta con sé anche Trasporti Albergo, nuovo sponsor della squadra. Arriva inoltre Cisara, mentre viene stretto l'accordo con il New Green Park.
Cambia persino l'immagine del Black. Il bianco e il rosso rimangono i colori identitari della società, ma sul campo compaiono nuovi completi: prima maglia rosanero, seconda verde.
Non sta cambiando soltanto una rosa.
Sta nascendo un altro Black Jack.

IL PRIMO TROFEO
Prima del campionato arriva il Triangolare dell'Amicizia, disputato alla Coffit.
Il Black supera lo Sparta 5-2 e i Mercenari 4-1, chiudendo il triangolare al primo posto con 6 punti.
Oggi potrebbe sembrare un piccolo torneo estivo. Allora rappresentò qualcosa di completamente diverso.
Era il primo trofeo della storia del Black Jack.
La finta prima pagina realizzata all'epoca non lasciava spazio a interpretazioni:
“CAMPIONI!!! 1° TROFEO DELLA STORIA DEL BLACK JACK, LA BACHECA INIZIA A RIEMPIRSI”
Accanto alla coppa, una frase di Monno:
“Questa è la prima di una lunga serie.”
Era una battuta carica di entusiasmo. Di lì a pochi mesi avrebbe assunto tutt'altro significato.


«ORA POSSIAMO SOGNARE»
Il 7 ottobre 2010 il Black compie un anno.
Sono trascorsi appena dodici mesi dal 3-3 contro i Piccoli Eroi che aveva dato ufficialmente inizio alla storia della squadra. Eppure sembra passato molto più tempo.
In una delle cronache dell'epoca Monno dice:
“Ora possiamo dire di essere competitivi e sognare, e non a chiacchiere come tanto tempo fa.”
Il Black non ha ancora vinto nulla di veramente importante.
Ma per la prima volta sa di essere forte.
In panchina c'è Nico Laguagnella, uno degli uomini attorno ai quali è stata costruita la rivoluzione.

UN INIZIO DEVASTANTE
La Winter Cup comincia senza mezze misure.
Alla prima giornata il Black travolge la Selecao 12-2.
Il risultato ha quasi il sapore di una restituzione simbolica: meno di un anno prima la Selecao aveva inflitto al vecchio Black un devastante 12-1. Ora, contro lo stesso avversario, i numeri si sono praticamente capovolti.
Alla seconda giornata arriva il 4-2 sui Piccoli Eroi. Luca Pastoressa firma una tripletta, Gaetano Iurlo completa il tabellino.
Poi arriva la terza.
Black Jack–Catalunya 13-0.
Pastoressa ne segna otto, Roberto Laguagnella quattro, Iurlo uno.
Dopo tre giornate il Black è solo in testa:
9 punti, 29 gol segnati e appena 4 subiti.
È una partenza impressionante. Quel 13-0 rimarrà una delle partite simbolo dell'epoca e diventerà un risultato da consegnare anche all'archivio dei record del club.
BLACK OUT
Poi, improvvisamente, il Black si ferma.
Alla vigilia della sfida con i Reds le cronache parlano già di “prove di fuga”. L'entusiasmo è enorme.
Finisce 7-0 per i Reds.
E il Black fa quello che, in realtà, faceva già allora: racconta anche le sconfitte.
La prima pagina successiva è impietosa:
BLACK OUT!!!!!
Nessun tentativo di nascondere il risultato. Le dichiarazioni dei protagonisti parlano di una pessima partita, riconoscono i meriti degli avversari e chiedono una reazione.
È uno dei documenti che meglio raccontano quella stagione.
Si vinceva o si perdeva, il Black raccontava il Black.
Le vittorie finivano sulle finte prime pagine, ma anche le sconfitte. Cronache, interviste, statistiche, formazioni e dichiarazioni venivano conservate settimana dopo settimana. Nate quasi per gioco, quelle immagini sarebbero diventate molti anni dopo un archivio preziosissimo.
LA RIPARTENZA
L'8 novembre 2010 arriva la risposta.
Il Black batte il Real Bel Trani 5-2 e riprende la propria corsa.
In quel momento davanti c'è il CIDA, destinato a diventare molto più di un semplice avversario di campionato.
Seguono altri successi: 7-3 allo Stea, 5-0 ai Mercenari, 4-1 al Villa Camilla e 8-3 allo Sparta.
Il 14 dicembre il Black supera anche il Poggiorassi 5-2.
Quattro giorni dopo arriva una delle immagini destinate a rimanere nella memoria di quella stagione.

18 DICEMBRE 2010 — LA PARTITA SULLA NEVE
Il campo è bianco.
Fa freddo, nevica, ma si gioca.
Di fronte c'è proprio il CIDA, la squadra con cui il Black sta contendendo il campionato.
Il Black vince 3-1.
Roberto Laguagnella segna due volte. Luca Pastoressa completa l'opera.
Le fotografie sono sgranate, scure, lontanissime dagli standard di oggi. Ma proprio per questo raccontano quella sera meglio di qualsiasi ricostruzione moderna: le luci del campo, la neve, le sagome dei giocatori e una partita che diventa uno degli snodi della corsa al titolo.
Il CIDA tornerà ancora, più avanti, nella storia del Black.
Quella sera, però, vince il Black.

I NUMERI, GIÀ ALLORA
Il Black aveva poco più di un anno, ma aveva già una curiosa ossessione: conservare i numeri.
Esisteva una vera rubrica periodica, chiamata proprio “I NUMERI”, dedicata a marcatori, presenze, serie e record della Winter Cup.
È lì che viene documentato, tra le altre cose, il momento in cui Luca Pastoressa raggiunge Giosè Monno a quota 20 reti nella classifica marcatori storica del club.
Sedici anni dopo, quella stessa attenzione avrebbe trovato una nuova casa nell'archivio e nella pagina RECORD del sito ufficiale.
Non è una mania nata oggi.
Il Black contava già tutto quando aveva appena un anno.
E non c'erano soltanto i numeri. La squadra aveva persino le proprie figurine, raccolte in un album completo e pubblicizzate con improbabili fotomontaggi sulle copertine dei giornali dell'epoca.
Era tutto tremendamente artigianale.
Ed era già tremendamente Black.

DUE RAGAZZI
Dentro quella squadra c'è anche una storia generazionale.
Simone Sifanno ha appena 17 anni ed è già capitano. Insieme ad Alessandro Cozzoli, anche lui Under 18, viene convocato negli Eagles Triggiano.
Cozzoli vive una stagione particolare. Parte in prestito ai Reds per farsi le ossa, viene premiato per quella esperienza come miglior portiere del torneo e, nel corso della stessa stagione, torna al Black.
Sifanno, invece, rimane uno dei fili che uniscono il primo Black a quello nuovo.
E presto sarà proprio lui ad alzare la coppa.

20 GENNAIO 2011 — CAMPIONI
Fa freddissimo.
Al Green Park arriva il Real Costa. Gli avversari hanno soltanto sei uomini disponibili.
Il Black potrebbe non giocare.
Ma la festa è già pronta.
La società vuole disputare quella partita e accetta che il Real Costa completi la squadra con un giocatore estraneo alla propria rosa.
C'è troppo in palio.
Il Black vince 5-2.
Ed è finita.
BLACK JACK CAMPIONE.
La vittoria sul Real Costa consegna matematicamente al club il primo scudetto della sua storia.
Ma quella sera succede anche qualcos'altro.
Dopo mesi lontano dal campo e un'operazione al ginocchio, Giosè Monno torna a giocare. Entra praticamente all'inizio del secondo tempo.
Il presidente che aveva visto nascere quella squadra, attraversato il disastro dell'Anno Zero e dato il via alla rivoluzione dell'estate precedente rientra proprio nella notte in cui il Black diventa campione.
Poi parte la festa.
Uno striscione recita:
“BLACK JACK 2009 — ORGOGLIO DI APPARTENENZA”
La serata continua al Rustico. In una delle fotografie rimaste ci sono Simone Sifanno, Saverio Traversa, Luca Pastoressa, Giosè Monno e Alessandro Cozzoli.
È la fotografia di un gruppo che, pochi mesi prima, praticamente non esisteva.



I VOLTI DEL PRIMO SCUDETTO
Alla premiazione è Simone Sifanno a ritirare il campionato.
Luca Pastoressa, appena 18enne, chiude la competizione con 28 gol e conquista il titolo di capocannoniere.
Roberto Laguagnella viene premiato come miglior giocatore della finale.
Alessandro Cozzoli riceve invece il riconoscimento di miglior portiere del torneo per quanto fatto con i Reds.
E in panchina c'è Nico Laguagnella, l'uomo attorno al quale, pochi mesi prima, aveva cominciato a prendere forma il nuovo Black.




DALL'ULTIMO POSTO ALLO SCUDETTO
L'ultima gara contro il Rock Cafè non conta più per l'assegnazione del titolo e viene definita a tavolino.
La classifica ufficiale consegna il Black al primo posto con 28 punti, davanti al CIDA a 24.
Ma i numeri raccontano soltanto una parte di quello che era successo.
Pochi mesi prima il Black usciva da una stagione disastrosa. La squadra era stata praticamente smontata. Erano cambiati gli uomini, l'allenatore, gli sponsor, le maglie e soprattutto la mentalità.
Il gruppo proveniente dai Geomedianet aveva portato esperienza e abitudine alla vittoria. Gli uomini rimasti dall'Anno Zero avevano conservato il legame con ciò che era nato nel 2009. I nuovi arrivati avevano completato la trasformazione.
In estate era arrivata la prima coppa.
A gennaio arrivò lo scudetto.
Quella frase pronunciata davanti al primo trofeo — “Questa è la prima di una lunga serie” — non sembrava più soltanto entusiasmo.
Il Black Jack aveva imparato a vincere.
E il primo ciclo vincente della sua storia era appena cominciato.
L’ALMANACCO
ARCHIVIO STAGIONE 2010/11
WINTER CUP · LE PARTITE DEL BLACK
- Black Jack – Selecao12-2
- Piccoli Eroi – Black Jack2-4
- Black Jack – Catalunya13-013-0 AL CATALUNYA
- Reds – Black Jack7-0
- Black Jack – Real Bel Trani5-2
- Black Jack – Poggiorassi5-214 dicembre 2010
- Black Jack – CIDA3-118 dicembre 2010LA PARTITA SULLA NEVE
- Black Jack – Stea7-3
- Black Jack – Mercenari5-0
- Black Jack – Villa Camilla4-1
- Black Jack – Sparta8-3
- Black Jack – Real Costa5-220 gennaio 2011PARTITA DELLO SCUDETTO
- Rock Cafè – Black JackVITTORIA A TAVOLINO
CLASSIFICA FINALE DOCUMENTATA
| POS. | SQUADRA | PT |
|---|---|---|
| 01 | BLACK JACK | 28 |
| 02 | CIDA | 24 |
| 03 | REAL COSTA | 22 |
| 04 | REDS | 21 |
| 05 | POGGIORASSI | 17 |
| 06 | PICCOLI EROI | 16 |
| 07 | MERCENARI | 15 |
| 08 | SELECAO | 15 |
| 09 | STEA | 15 |
| 10 | REAL BEL TRANI | 9 |
| 11 | SPARTA | 9 |
| 12 | CATALUNYA | 6 |
| 13 | VILLA CAMILLA | 3 |






