Una serata complicata, affrontata però senza cercare giustificazioni. Luca Caffò, uno dei ragazzi dell’AS Libertà, commenta con grande serenità la sfida contro il Black e guarda già al prosieguo della prima esperienza della sua squadra in un torneo.
«Ci aspettavamo che sarebbe stata una partita dura. Conoscevamo il Black e sapevamo a cosa saremmo andati incontro. Per noi è il primo torneo in assoluto, siamo inesperti, ma abbiamo messo in campo tutto quello che potevamo».
Una differenza di esperienza evidente, alla quale si sono aggiunte anche alcune assenze. Caffò, però, non vuole utilizzarle per giustificare quanto accaduto sul terreno di gioco.
«Ci mancavano alcuni elementi e avevamo la panchina corta, ma non vogliamo prenderlo come un alibi. Il Black ha dominato la partita».
L’AS Libertà è una delle realtà più giovani della competizione e sta vivendo la sua prima esperienza assoluta in un torneo. Una squadra che dovrà inevitabilmente acquisire esperienza giornata dopo giornata, senza però perdere l’entusiasmo con cui ha deciso di mettersi alla prova. Ed è proprio su questo aspetto che Caffò insiste.
«Dopo questa partita non ci abbatteremo. Continueremo il nostro cammino cercando di migliorarci».
La grande differenza d’età tra le due squadre aveva accompagnato con ironia anche la vigilia della partita, facendo nascere il paragone tra “padri e figli”. Un gioco al quale, dopo la gara, si sono prestati volentieri anche Caffò e Francesco Arsale, il giocatore più grande del Black.
«Ci siamo prestati volentieri al gioco “padre e figlio”», racconta Caffò. «Prima della gara ho scambiato anche due parole con lui: è una bella persona».

