Per Piero Strambella indossare nuovamente la maglia del Black Jack 09 significa riannodare un filo cominciato molto tempo fa. Strambella faceva infatti parte del gruppo biancorosso già nel 2009, nella prima stagione della storia del club. Poi il lavoro, alcuni anni lontano da Bari e infine il ritorno.
«Quando penso al Black del 2009 mi vengono in mente soprattutto le persone e tutto quello che abbiamo vissuto insieme. Eravamo ragazzi, sono passati tantissimi anni e nel frattempo la vita di ognuno è cambiata. Ritrovarmi ancora qui oggi ha inevitabilmente un significato particolare».
Il Black che Strambella ha ritrovato è naturalmente diverso da quello delle origini.
«Ed è giusto che sia così. Non sono uno di quelli che dice che ai miei tempi fosse tutto meglio. Oggi ci sono ragazzi che allora erano bambini, altri che sono arrivati soltanto quest'anno. È bello vedere persone nuove entrare in una storia che per alcuni di noi è cominciata tanto tempo fa».
Una storia alla quale il terzino sente ancora di poter dare qualcosa, indipendentemente dallo spazio che troverà durante la stagione.
«Io potrò giocare anche soltanto un minuto in una partita, ma quel minuto lo giocherò dando tutto. E se saremo sotto di dieci gol sarò comunque lì a lottare. Non mi interessa misurare il mio rapporto con questa maglia attraverso i minuti giocati».
Strambella conserva soprattutto un principio degli anni delle origini:
«Quando uno sbaglia va aiutato, quando uno segna si esulta tutti e quando si perde si torna a casa insieme. È questo il modo in cui ho conosciuto il Black e sono valori nei quali continuo a riconoscermi ancora oggi».
Poi il riferimento a quanto è cambiato il club anche fuori dal campo:
«Giosè Monno e Simone Sifanno hanno fatto un lavoro straordinario, coinvolgendo tante persone e tanti sponsor. Rispetto al Black che ricordo io del 2009 è cambiato praticamente tutto nelle dimensioni del progetto. Vedere dove siamo arrivati fa un certo effetto, soprattutto per chi ricorda da dove siamo partiti».
