La maglia del Black Jack 09 a Palazzo di Città, nelle mani del sindaco di Bari Vito Leccese. Un'immagine che Giosè Monno non nasconde di aver vissuto con particolare soddisfazione.

Il presidente biancorosso ne ha parlato anche nel corso de “L'Ora Biancorossa”, tornando sull'incontro con il primo cittadino e raccontando il retroscena che ha portato alla realizzazione della speciale maglia dedicata a Bari Vecchia.

«Portare la maglia del Black a Palazzo di Città ci rende orgogliosi. Ringrazio pubblicamente Vito Leccese per averci ricevuto. Non lo considero un gesto scontato e ci tenevo a dirlo. Ha mostrato attenzione verso il Black e, attraverso le parole che ci ha dedicato, verso tutto il movimento amatoriale barese».

«TUTTO È NATO DA QUELLA MAGLIA»

L'idea della consegna, in realtà, nasce prima dell'incontro a Palazzo di Città. Monno e Leccese avevano già avuto modo di sentirsi e il sindaco aveva visto in anteprima il progetto della divisa verde petrolio realizzata dal Black per la stagione 2026/27.

«Gli avevo mostrato la nuova maglia e rimase particolarmente colpito da quella dedicata a Bari Vecchia, con tutti i richiami alla nostra città presenti nella trama. Gli piacque molto e da lì è nata, in maniera molto semplice, l'idea di realizzarne una appositamente per lui».

Una versione speciale, privata degli sponsor commerciali e personalizzata sul retro con SINDACO 10.

«Abbiamo voluto lasciarla pulita proprio perché era un dono. Dovevano esserci il Black e Bari. Era questo il senso della consegna».

Giosè Monno e Vito Leccese mostrano il retro della maglia personalizzata con la scritta SINDACO e il numero 10

«LE PAROLE DI LECCESE FANNO BENE A TUTTO IL MOVIMENTO»

A lasciare il segno, però, non è stata soltanto la consegna. Nel messaggio diffuso dopo l'incontro, Leccese ha definito il percorso del Black Jack 09 «la prova tangibile di quanto lo sport amatoriale rappresenti un vero e proprio pilastro per la nostra comunità», rivolgendo inoltre i propri auguri ai dirigenti e agli atleti in vista del 17° compleanno del club.

Parole che Monno allarga oltre i confini biancorossi.

«Naturalmente ci fanno molto piacere perché il sindaco ha citato espressamente il percorso del Black. Ma credo che facciano bene soprattutto a tutto il movimento amatoriale barese. Ogni settimana a Bari ci sono tantissime persone che organizzano squadre e tornei, dirigenti che dedicano tempo e risorse e ragazzi che, dopo una giornata di lavoro, prendono una borsa e vanno al campo semplicemente perché hanno voglia di giocare. Quando il sindaco della città riconosce pubblicamente il valore di questo mondo, è un riconoscimento importante per tutti».

«AMATORIALE NON SIGNIFICA FARLO MALE»

Per Monno è anche l'occasione per tornare su un concetto che accompagna da anni il modo in cui il Black Jack vive il proprio percorso.

«Ho sempre pensato che la parola “amatoriale” venga qualche volta interpretata male. Amatoriale significa che lo fai per passione, non che devi farlo male. Una squadra non è soltanto mettere insieme sette persone e mandarle in campo. Servono organizzazione, entusiasmo, appartenenza. Devi fare in modo che le persone abbiano ancora voglia di esserci».

Il prossimo 7 ottobre saranno diciassette anni dalla nascita del Black Jack 09.

«Diciassette anni sono tanti e dietro ci sono moltissime persone. Sono cambiati giocatori, dirigenti, campionati e tante altre cose, ma è rimasta la voglia di vivere questa squadra con entusiasmo. Se dopo quasi diciassette anni siamo ancora qui, significa che qualcosa siamo riusciti a costruire».

«QUELLA FOTO ME LA TERRÒ STRETTA»

Poi si torna inevitabilmente a quell'immagine: Monno e Leccese a Palazzo di Città con la maglia del Black tra le mani.

«Quella foto me la terrò stretta. Conosco la storia che c'è dietro quella maglia e conosco la storia del Black. Vederla a Palazzo di Città, nelle mani del sindaco della nostra città, è stato bello. Non devo fare finta che per me sia una cosa normale: mi ha fatto piacere e ci rende orgogliosi».

Una fotografia che adesso entra anche nell'archivio di una società che dal 2009 conserva immagini, articoli e ricordi della propria storia.

«Ne abbiamo accumulate parecchie in questi anni. Adesso ne abbiamo anche una a Palazzo di Città. E questa, permettetemelo, non è proprio una foto qualsiasi».