Chi sbaglia e non impara difficilmente può crescere. Chi invece prova, osa e soprattutto accetta anche le critiche ha inevitabilmente maggiori margini di miglioramento. Il Calcio che ci Piace ha riaperto i battenti e lo ha fatto mostrando qualcosa di diverso rispetto al passato.
Una premessa è doverosa. Il Black non ha bisogno di nessuna vetrina, perché negli anni se n’è costruita una propria e continuerà a raccontare autonomamente il suo percorso. Proprio per questo possiamo permetterci di giudicare ciò che vediamo, nel bene e nel male. Siamo stati tra i più critici nei confronti dell’organizzazione quando ritenevamo ci fossero aspetti da migliorare e oggi sarebbe poco corretto non riconoscere i passi avanti compiuti.
La struttura che accompagna il torneo oggi non ha nulla da invidiare ad altre realtà del panorama amatoriale barese. Il cambiamento più evidente riguarda soprattutto la comunicazione, uno degli aspetti che in passato aveva mostrato maggiori margini di crescita. Da questa stagione, ad esempio, è possibile rivedere le immagini salienti delle partite. Un servizio in più che contribuisce a raccontare meglio il campionato e a dare maggiore visibilità alle squadre che ne fanno parte.
Perché il livello tecnico, in realtà, non è mai stato il vero problema. Un torneo può essere organizzato bene, comunicato ancora meglio e accompagnato da tanti servizi, ma alla fine sono soprattutto le squadre a determinarne il valore sul campo. Sono i giocatori, la competitività e l’equilibrio delle partite a rendere un campionato bello, meno bello, importante oppure poco interessante.
E da questo punto di vista Il Calcio che ci Piace ha già dimostrato di avere basi importanti. Anche in questa stagione basta guardare alcune delle rose presenti per rendersi conto della qualità a disposizione e di come ci siano diverse squadre attrezzate per rendere il campionato competitivo.
Negli ultimi anni il calcio amatoriale barese è cresciuto parecchio. Sono aumentati i tornei, le organizzazioni e anche la qualità di molte competizioni. Ogni realtà ha costruito nel tempo una propria identità e questo non può che rappresentare un valore per tutto il movimento. Organizzazione, comunicazione e livello delle squadre sono aspetti diversi, ma quando riescono a viaggiare nella stessa direzione inevitabilmente cresce anche il prodotto finale.
Siamo soltanto alla prima giornata e sarebbe prematuro spingersi oltre. Ma almeno per il momento i proclami fatti alla vigilia stanno trovando riscontri positivi. Il campo continua a garantire qualità, mentre fuori qualcosa sembra essere cambiato.
Ed è probabilmente questa la migliore pubblicità possibile per qualsiasi torneo: crescere anno dopo anno e lasciare che siano organizzazione, squadre e campo a raccontarne il valore.
