Ultimo arrivato, subito quattro gol. Francesco Arsale non poteva immaginare un debutto migliore con la maglia del Black: titolare alla prima giornata contro l’AS Libertà e poker nel 10-1 con cui i biancorossi hanno aperto il campionato. Una serata da copertina per un giocatore che, in realtà, il mondo Black lo conosce da molto prima di entrarne ufficialmente a far parte.

«Sono felice di essere qui e ringrazio la società per la fiducia. Dal primo momento ho trovato un gruppo nel quale conoscevo già diverse persone e mi sono sentito subito a casa. C’era anche quel rompiscatole di mio fratello, purtroppo», scherza Arsale riferendosi a Onofrio, anche lui a segno nella serata del Flaminio.

Quattro reti alla prima presenza potrebbero alimentare facili entusiasmi, ma Arsale preferisce tenere i piedi per terra. «Questa gara non fa testo. Sappiamo che arriveranno partite completamente diverse e ci saranno anche momenti difficili. Sarà proprio lì che dovremo essere bravi e mettere a disposizione della squadra la nostra esperienza. Siamo soltanto all’inizio».

Qualcuno, intanto, gli ha già trovato un soprannome: il “Modric del Black”. Un accostamento che strappa un altro sorriso al nuovo biancorosso. «Mi fa piacere essere accostato a un campione del genere. Diciamo che il paragone è abbastanza impegnativo», scherza. «Io sono qui per dare il mio contributo e fare bene. Alla fine è questo quello che conta».

Perché quella con il Black, per Francesco Arsale, non è una storia cominciata con il suo arrivo degli ultimi giorni. «Conosco questa realtà praticamente dalla sua nascita, da 17 anni. Ho affrontato il Black da avversario e ho anche collaborato ai tornei organizzati da loro. Con Giosè Monno c’è una grande amicizia e so quanta passione mette in tutto questo. Per tanti anni le nostre strade si sono incrociate in modi diversi, ma non avevo mai indossato questa maglia. Adesso sono felice di farne parte».

E dopo tanti incroci, l’obiettivo è già chiaro. «Sono qui per fare bene e ho voglia di vincere qualcosa con questa maglia. Il poker fa piacere, ovviamente, ma siamo alla prima partita e non significa nulla. Quello che riusciremo a costruire come squadra sarà molto più importante dei gol di un singolo».

Nel dopopartita c’è stato spazio anche per una foto con Luca Caffò, uno dei giovanissimi dell’AS Libertà. Un’immagine che inevitabilmente riporta alle battute sulla differenza d’età che avevano accompagnato la vigilia.

«Io per primo ho scherzato sul fatto che alcuni di loro potessero essere miei figli», racconta sorridendo. «Però sono ragazzi educati e questo mi ha fatto davvero piacere. Credo abbiano pagato anche l’emozione dell’esordio e sicuramente dovranno faticare tanto, ma la cosa più importante sarà non perdere l’entusiasmo. Gli auguro davvero di fare un percorso di crescita».