In gergo si dice che i risultati del precampionato contano relativamente. Ed è vero. Non assegnano punti, non decidono classifiche e spesso vengono completamente smentiti quando cominciano le partite vere. Ma qualcosa raccontano sempre. Sono indicatori, servono agli allenatori per capire a che punto è una squadra e, qualche volta, anche per intuire quale ruolo potrà recitare durante la stagione.

Se si guarda soltanto a questi indicatori, in casa Black Jack 09 qualche piccolo campanello d'allarme è inevitabile.

Le prime due uscite non hanno certamente restituito il Black che società e staff immaginavano all'inizio della preparazione: due sconfitte, dodici reti subite e appena quattro realizzate. Numeri pesanti, ai quali vanno però aggiunte tutte le attenuanti del caso: condizione ancora da trovare, assenze, formazioni continuamente differenti e una squadra che non ha praticamente mai avuto la possibilità di giocare due volte con lo stesso gruppo.

Contro la TAM si era visto probabilmente il Black più vicino a quello che potrebbe affrontare la regular season. Mancava ancora qualche pedina importante, tra cui il capitano Luca Pastoressa, ma per una ventina di minuti la squadra di Alessandro Cozzoli aveva mostrato anche un buon calcio, giocando alla pari con un avversario organizzato. Poi la partita è cambiata e nella ripresa la maggiore condizione e l'intensità dei blucelesti hanno fatto la differenza fino al 7-3 finale.

Qualche giorno dopo, contro il Ludwig, è arrivato un altro passo indietro. Non tanto per il 4-1, quanto per quello che si è visto intorno al risultato. Le numerose assenze hanno prodotto una formazione quasi d'emergenza e sul campo il Black è apparso disorganizzato, poco continuo e incapace di trovare un'identità precisa. Cozzoli, assente per un permesso già programmato, ha assistito da lontano a una serata che ha poi spinto il vicepresidente Simone Sifanno a richiamare pubblicamente tutto l'ambiente alla coesione, al rispetto e alla necessità di diventare finalmente squadra.

Ed è probabilmente questa, più dei dodici gol subiti, la questione principale.

Il Black ha una rosa. Adesso deve trovare una squadra.

Il tempo comincia inevitabilmente a stringere. Mancano appena dieci giorni all'esordio in campionato contro l'AS Libertà e prima dei punti veri resta soltanto un'occasione: l'amichevole contro l'Atletico San Paolo.

Una squadra neonata, almeno sulla carta, ma un avversario tutt'altro che semplice per un Black che in questo momento ha soprattutto bisogno di guardare dentro se stesso. Anche stavolta il risultato conterà relativamente. Una vittoria non cancellerebbe improvvisamente tutti i dubbi, così come un'altra sconfitta non significherebbe aver compromesso una stagione che deve ancora cominciare.

Cozzoli, però, dovrà ottenere delle risposte. Non necessariamente dal tabellone.

Il tecnico avrà bisogno di vedere maggiore continuità, disponibilità reciproca e capacità di restare dentro la partita anche nei momenti complicati. Dopo il San Paolo, infatti, non ci saranno più esperimenti da catalogare come calcio di precampionato. Arriverà l'AS Libertà e da quel momento ogni errore avrà un prezzo in classifica.

Per ritrovare un Black così in difficoltà durante la preparazione bisogna addirittura riavvolgere il nastro fino alle origini. Diciassette anni fa, nella prima stagione dei biancorossi, anche la squadra allenata da Mauro Lorusso visse un precampionato estremamente complicato. Quell'annata non diventò una cavalcata trionfale: il Black dovette soffrire, arrivando ai playout e riuscendo a venirne fuori soltanto in extremis.

Un precedente che non deve diventare né un alibi né una profezia. Serve piuttosto a ricordare una cosa: quello che succede prima del campionato non decide necessariamente quello che accadrà dopo. Ma ignorarne i segnali sarebbe altrettanto sbagliato.

La società e lo staff hanno ancora qualche giorno per intervenire. E il lavoro non sarà soltanto tattico. Serviranno continuità, disponibilità e soprattutto la volontà dei calciatori di trasformare una rosa costruita con ambizione in una squadra vera.

Il materiale non manca. Adesso tocca a Cozzoli assemblarlo.

Contro l'Atletico San Paolo arriverà l'ultima occasione per farlo senza punti in palio. Poi comincerà il campionato.

E da quel momento gli indicatori lasceranno spazio ai risultati.